I plantari: perché sono importanti e a cosa servono

  • Autore: Amministratore
  • 14 dic, 2017
plantare

Durante l’arco della giornata sollecitiamo il nostro corpo con camminate più o meno intense. Se il piede non assume la corretta posizione, è possibile che vi siano ripercussioni sull’intera struttura corporea, poiché si obbligano determinati muscoli o articolazioni a sopperire ad uno sforzo eccessivo. Una sorta di effetto a catena che può intaccare la buona salute di zone come la schiena, il collo, le anche o le ginocchia.

Quando si parla di plantare ortopedico ci riferiamo all’applicazione di un presidio che funge da supporto con caratteristiche personalizzate tali da migliorare sensibilmente la distribuzione del proprio appoggio, sia durante un movimento che quando si è immobili. È facile intuire come il plantare si adatti strettamente alle necessità del singolo individuo, per cui una scelta attenta si rivela fondamentale al fine di evitare dolori o inutili complicazioni. A tal proposito l'indicazione del medico specialista sarà fondamentale per capire il tipo di plantare da realizzare.

Per ovviare a problemi di postura o di deambulazione

Come valutare dunque un plantare da realizzare su misura? Il plantare può essere creato in modi differenti: in base all'appoggio plantare, alla parologia, alla morfologia del piede e alla presenza di eventuali ipercarichi pressori attraverso esami specifici (baropodometria). Il piedo va considerato un arto dalla struttura anatomicamente molto complessa e sottoposto a molteplici stimoli a seconda della situazione di moto o di staticità.

Per ottemperare alla sua funzione di correzione anatomica della pianta del piede in modo non fastidioso, occorre che si conformi in modo armonico a seconda delle diverse patologie come ad esempio in situazioni di piedi piatti o cavi. Il piede cavo è un problema (di natura congenita o acquisita) della volta della pianta del piede che porta come conseguenza una superficie di appoggio di quest’ultimo fortemente ridotta. Nei casi in cui la volta plantare antero-posteriore è molto bassa, ci troviamo, invece, di fronte al fenomeno del piattismo.

L’utilizzo più idoneo del plantare avviene progressivamente. Si comincia per qualche ora al giorno per poi aumentare gradatamente l'utilizzo quotidiano fino a mantenerli con continuità. Le abitudini di vita e di utilizzo vanno ovviamente ad incidere sulla potenziale durata del plantare. Persone che ad esempio svolgono una attività sportiva intensa (soprattutto chi corre molto) potrebbero avere la necessità di rinnovi più frequenti viste le sollecitazioni meccaniche che riceve il plantare; mentre chi fa vita più sedentaria può utilizzarlo anche per periodi di tempo più lunghi. Attenzione anche alla pulizia: un lavaggio leggero e delicato (con sapone liquido neutro) consentirà una manutenzione e una durata più lunga.

Autore: Amministratore 14 dic, 2017

Durante l’arco della giornata sollecitiamo il nostro corpo con camminate più o meno intense. Se il piede non assume la corretta posizione, è possibile che vi siano ripercussioni sull’intera struttura corporea, poiché si obbligano determinati muscoli o articolazioni a sopperire ad uno sforzo eccessivo. Una sorta di effetto a catena che può intaccare la buona salute di zone come la schiena, il collo, le anche o le ginocchia.

Quando si parla di plantare ortopedico ci riferiamo all’applicazione di un presidio che funge da supporto con caratteristiche personalizzate tali da migliorare sensibilmente la distribuzione del proprio appoggio, sia durante un movimento che quando si è immobili. È facile intuire come il plantare si adatti strettamente alle necessità del singolo individuo, per cui una scelta attenta si rivela fondamentale al fine di evitare dolori o inutili complicazioni. A tal proposito l'indicazione del medico specialista sarà fondamentale per capire il tipo di plantare da realizzare.

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